La Scala 2026/2027: tradizione, libri e riscoperte

La presentazione di una stagione del Teatro alla Scala non è soltanto l'annuncio di un calendario di spettacoli: è una piccola dichiarazione di poetica culturale. La Stagione 2026/2027, da poco svelata, lo conferma con particolare evidenza. Dietro i tredici titoli d'opera, i sette programmi di balletto e una stagione di concerti articolata in sei cicli, si legge un'idea precisa di che cosa significhi, oggi, tenere viva una grande istituzione culturale: custodire una tradizione e, allo stesso tempo, rimetterla in discussione. Vale la pena guardarla da questa angolatura, al di là del semplice "cosa andare a vedere".

Una stagione tra tradizione e innovazione

Il principio dichiarato dal Sovrintendente e Direttore artistico Fortunato Ortombina è un'idea di identità e continuità con la storia del Teatro: titoli pensati in connessione con il passato scaligero e realizzati con la cura dei laboratori interni, in un repertorio amplissimo che va dal Barocco a oggi. A questa fedeltà alla tradizione si affianca però una decisa apertura: dei tredici titoli d'opera, tre non erano mai stati eseguiti a Milano, e si contano quattro debutti tra i direttori e altrettanti tra i registi, con un'attenzione alle nuove voci che è anche un investimento sul futuro. È in questo equilibrio — un teatro che si riconosce nella propria storia ma non smette di interrogarla — che sta il senso culturale della stagione. Non a caso a guidarla è un nuovo Direttore musicale, Myung-Whun Chung, il cui arrivo suggella un rapporto con l'Orchestra e il Coro costruito in oltre trent'anni.

Le radici letterarie del cartellone

Per chi ama i libri, la stagione offre una lettura affascinante: gran parte dei titoli nasce da grandi testi della letteratura. I due capolavori verdiani affidati a Chung, Otello e Macbeth, discendono dalle tragedie di Shakespeare; il Don Quichotte di Massenet porta in scena, per la prima volta alla Scala, il romanzo di Cervantes mediato da un lavoro teatrale di Jacques Le Lorrain; il Dido and Æneas di Purcell rilegge, attraverso il libretto di Nahum Tate, l'episodio virgiliano degli amori di Enea e Didone. Persino il Novecento conserva questo legame con la pagina scritta: The Rake's Progress di Stravinskij nasce dai versi di Auden e Kallman a partire dalle celebri stampe di Hogarth, mentre Anna Bolena di Donizetti, su libretto di Felice Romani, attinge alla densa materia storica dei Tudor. La trama letteraria attraversa anche il balletto: Mont Ventoux, la creazione che il Corpo di Ballo porta al Teatro Strehler, si ispira all'Ascesa al monte ventoso di Francesco Petrarca.

Riscoperte e repertori dimenticati

Una stagione si misura anche da ciò che riporta alla luce. Il caso più curioso è quello di Leonora di Ferdinando Paër, opera andata in scena a Dresda nel 1804 e tratta dallo stesso soggetto che, l'anno successivo, avrebbe ispirato a Beethoven il suo Fidelio: due opere gemelle nate dalla medesima fonte, l'una a lungo oscurata dall'altra, che la Scala propone per la prima volta con le forze dell'Accademia. Tornano poi titoli che mancavano da decenni — I Puritani di Bellini, assenti dal 1971, e Les Pêcheurs de perles di Bizet, non più eseguiti dal 1948 — e arriva un intero repertorio finora trascurato in Italia: con Nixon in China di John Adams, la Scala apre per la prima volta le porte al filone minimalista e post-minimalista americano. Sono scelte che hanno il valore di un lavoro di conservazione e di studio, non diverso, nello spirito, da quello che custodisce un patrimonio in una biblioteca.

Tre anniversari, una memoria condivisa

La stagione è attraversata da alcune ricorrenze che la trasformano in un esercizio di memoria culturale. La più presente è il bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, celebrato su più fronti: la già citata Leonora, alcune Sinfonie affidate a Chung, una nuova opera per bambini commissionata a Pierangelo Valtinoni e la Nona proposta sia come Concerto di Natale sia a chiusura della Stagione Sinfonica. Il 2027 segna anche il centenario della nascita di Maurice Béjart, omaggiato dal Corpo di Ballo con una trilogia. E c'è l'ottantesimo compleanno del Piccolo Teatro: un anniversario che riporta alla mente la stagione in cui, nella Milano del dopoguerra, le due istituzioni — la Scala, tra i primi edifici pubblici rinati dalle macerie, e il Piccolo fondato da Paolo Grassi e Giorgio Strehler — divennero gli strumenti con cui la città scelse di rinascere dalla cultura. Le due realtà rinnovano oggi quel legame con un doppio progetto, tra danza e prosa.

La Scala

La Scala oltre il palcoscenico: incontri, libri, formazione

C'è infine un aspetto che parla da vicino a chi frequenta biblioteche e luoghi di lettura. La Scala non è soltanto il luogo dove la musica e la danza accadono, ma anche un'agorà dove se ne discute. Il palinsesto "Spazio Scala" propone decine di appuntamenti a ingresso gratuito: accanto alle presentazioni degli spettacoli, il Ridotto ospita ogni mese una novità editoriale, mentre il Museo Teatrale alla Scala accoglie i cicli "Letture e note al Museo", dedicato ai libri di argomento musicale, e "Dischi e Tasti", sulle novità discografiche. A questa vocazione editoriale si lega anche il progetto Vox Imago, sostenuto da Intesa Sanpaolo: una collana di edizioni multimediali — volume, documentario, guida didattica, registrazione audio e piattaforma digitale — che conta a oggi ventuno pubblicazioni, di cui diciotto dedicate a produzioni scaligere, edite come Edizioni Gallerie d'Italia | Skira. A completare il quadro, la fitta programmazione per le scuole, i ragazzi e le famiglie e il lavoro dell'Accademia, segno di un'istituzione che intende la cultura anche come trasmissione e formazione.

Vista così, la Stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala è molto più di un cartellone: è il modo in cui una grande istituzione racconta sé stessa e il proprio rapporto con la memoria e con il presente. Per il quadro completo — opera, balletto, concerti, programmazione per le famiglie e appuntamenti speciali — si può consultare lo speciale Teatro alla Scala di Milano: la Stagione 2026/2027.

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